Oggi, Don Pierluigi Boracco ha preso il largo, ha lasciato in dono la sua intelligenza creativa e innovatrice, una mente che ha sempre saputo immaginare il futuro e plasmare nuove forme per l’annuncio del Regno. La teologia spirituale che per anni ha insegnato era un vasto, aperto mare di possibilità.
Per Don Pierluigi, il futuro non era un ritorno, ma una frontiera da oltrepassare, un orizzonte sempre davanti, mai alle spalle. Era un intellettuale di frontiera, un pioniere che non temeva i mari burrascosi, pronto a navigare verso l’incerto pur di portare il Vangelo a tutti.
Era un sognatore. Sognava e faceva sognare. Sapeva progettare dalle rovine, e dove gli altri vedevano la fine, lui scorgeva un nuovo inizio. Sapeva bene che Dio comincia quando l’uomo conclude. Chi gli era accanto sognava con lui, camminando e avventurandosi con gioia, pronto a trasformare l’impossibile in possibile, il vecchio in giovane, come un moderno Chisciotte di Cristo.
Dopo una malattia che lo ha privato della memoria, lui, il creativo, il sognatore, che aveva conosciuto sia la gioia della libertà che l’amarezza dell’incomprensione, ha preso il largo. Si è addentrato nelle acque che conducono al Regno, quel futuro di uomini liberi per cui ha lottato.


