8 Dicembre: Rinnovamento e Memoria all’ombra del Cardinale Ferrari
Milano. Il giorno dell’Immacolata, l’8 dicembre 2025, la Compagnia di San Paolo (CSP) ha scelto di rinnovare i suoi voti, un gesto di fede che si è tinto di storia e di una luce, come si conviene, “debole ma chiara” in questo scorcio di dicembre.
L’appuntamento era presso l’Opera Cardinal Ferrari in via Boeri 3. Al cospetto di Sua Eccellenza Mons. Giuseppe Vegezzi, Assistente Apostolico, e della Dottoressa Eleonora Scolastico, Presidente della CSP, le due anime della Compagnia – laicale e sacerdotale – insieme a una nutrita rappresentanza di membri associati, hanno solennemente ribadito i loro impegni evangelici. È stato anche il giorno del benvenuto a Don Wagner Morais de Sousa, sacerdote incardinato nella diocesi di Arezzo, che ha pronunciato i suoi primi voti, accolto con gioia sincera dalla Compagnia.
Il cuore pulsante della giornata è stata la celebrazione Eucaristica delle 10:30, tenutasi nella cappella dell’Opera. Un rito sobrio, ma denso di significato. Al termine della Messa, la CSP si è raccolta in un “cenacolo aperto”, un momento di condivisione fraterna in cui è stato raccontato e riscoperto il carisma della Compagnia. Si sono intrecciate le storie personali e le esperienze di ciascuno, in un clima di ascolto reciproco e profonda serenità, quasi a voler distillare l’essenza stessa della loro vocazione. Il pranzo, poi, è stato l’ulteriore sigillo di questa festa, consumato in compagnia dei volontari dell’Opera, prolungando il clima di gioiosa fraternità.
Nel pomeriggio, intorno alle 15:30, l’atmosfera si è fatta più solenne. L’Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini, ha presieduto l’inaugurazione e la benedizione della Stanza del Beato Cardinale Ferrari. Tra i presenti – un pubblico variegato di confratelli, invitati, membri della CSP, giornalisti, sacerdoti e consacrati – si è respirata la sensazione che il Cardinale tornasse, idealmente, in mezzo al “suo” popolo.
È una camera intrisa di un secolo di storia, un luogo dove la visione di questo Pastore, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, seppe introdurre novità ancora sorprendentemente attuali. Un momento di pace e inclusione, che ci ricorda come le sfide di quell’epoca passata abbiano un’eco innegabile nel nostro tempo presente. L’eredità del Cardinale Ferrari, dunque, non è una reliquia, ma una luce, tenue e sobria, che continua a guidare. Concludiamo con le parole di Eleonora Escolastico, presidente della CSP: «Può forse sembrare un controsenso conservare e allestire con cura la camera, e persino il letto, di un uomo chiamato “moto perpetuo” perché sempre in azione, sempre in visita tra la sua gente. Ma è proprio questo letto a raccontarci una verità profonda: davanti a esso, infatti, sfilò il popolo fedele dell’intera Diocesi ambrosiana. Quando la malattia gli impedì di raggiungere ogni angolo del suo territorio, fu la gente di ogni condizione a mettersi in fila per un ultimo saluto al proprio Pastore».
